domenica 26 giugno 2011

Faites entrer le chien


Perdo tempo.

Ne recupero, col lavoro e con l'impegno in quello che faccio, ma ancora perdo un sacco di tempo in distrazioni.
Mi incanto e resto Tzran.
Tzran è un termine che usa Richard Adams, nella Collina dei Conigli. Un libro molto bello che ho letto quindici anni fa.
Quando i conigli vedono le luci di un Rududù ( qualsiasi cosa abbia un motore e faccia rumore, occasionalmente anche luce nella notte, è un rududù per i conigli.. non so se si scrive così, ma il suono è simile ), dicevo quando vedono le luci di un rududù nella notte i conigli si bloccano per la paura. Dovrebbero muoversi, per non essere investiti, qualcosa li tiene fermi.

A volte succede anche a me.
A volte vedo qualcosa che mi piace, e non ho termine migliore dello tzran, per esprimere come mi ci sento di fronte. Paura compresa.
Ma non solo.
Perchè la maggior parte di questi rududù, oltre ad impaurirmi, a crearmi problemi anche quando non mi investono, a farmi perdere tempo, mi affascinano.

Posto un piccolo esempio, che non è il massimo della pertinenza, ma che mi aiuta a spiegarmi un pò.

Da tempo, come già ho scritto, curo le dirette streaming di un webforum mensile per l'Unità.

Venerdì durante l'ultima diretta, Pulce, il cane mascotte della redazione, è entrato per una visita.

Chi si è trovato a dover gestire una diretta ( e la mia è una diretta abbastanza facile ) sa il carico di stress, tensione e attenzione che ci vuole per non fare errori, e sa che il minimo errore può creare un dramma.

Chi ha gestito una diretta può capire come mi sono sentito appena ho visto quello che posto qui sotto, e può capire perchè ho fatto quello che ho fatto.
Cercare di cambiare inquadratura, escluderlo.
Limitare i danni.
Chi ha gestito una diretta, quindi, penserà che sono impazzito, se ora cerco di fare ammenda.

Questo è un messaggio di servizio per tutti i rududù che stanno ancora arrivando, sotto forma di cani nell'inquadratura, imprevisti metereologici, attori sopra le righe, passanti, imprevisti di ogni tipo, pronti a mettersi in mezzo mentre cerco di riprendere quello che ho davanti.

Siete i benvenuti.

Un modo per aggiustare le cose si trova sempre.
Ed io sono qui solo per guardare voi.

Tra l'altro, qui la gente sta parlando di esperienza, e di allargare la propria vita, piuttosto che allungarla.

Meglio di così..




prima di chiudere, però, vorrei ringraziare tutti i miei amici romani.

Pix, che è semplicemente un grande.
Riccardo, senza cui non avrei mai realizzato la prima diretta, mai smontato il letto, mai fatto ed imparato un sacco di cose.
Luca, che come un vero allenatore prima mi ha messo in condizione ottimale, poi mi ha detto vai e spacca.
Giannantonio, che mi ha chiamato amico.
E Fede, che c'è sempre.

abbiamo poco tempo, è vero.
ma io mi sono fermato volentieri, anche stavolta.


Tant pis pour ceux qui n'aiment ni les chiens ni la boue
faites entrer le chien entièrement sali par la boue
faites entrer le chien
et qu'il se secoue
on peut laver le chien
et l'eau aussi on peut la laver
on ne peut pas laver ceux
ceux qui disent qu'ils aiment les chiens.


tratto da TANT PIS
di Jacques Prévert


lunedì 23 maggio 2011

Girare


Ho girato un sacco, in quest'ultimo periodo.
Ore e ore di nastri magnetici.

Da una settimana sono fermo, e preparo il montaggio, riguardo una versione breve di Lavorare Liberi, organizzo gli altri progetti.

Questo video l'ho girato venerdì sera, alla colonia Torino.

Avevo staccato alle undici ed ero distrutto. Giravo da otto ore, mi sembra. In realtà mi sembra mille, ma dovrebbero essere otto.

Fede mi dice: va a casa e mettiti a letto subito, non accendere nemmeno il computer, vai a letto di filato.

Come quasi ogni buon consiglio che ho ricevuto negli ultimi vent'anni, riesco a imprimerlo così bene in testa che faccio l'esatto opposto.
Continuo il giro, passo a dare un occhio ai ragazzi che a Massa hanno il presidio permanente davanti al duomo, e là mi parlano di una festa a Marina, alla colonia Torino.. sembra una cosa misteriosa ed esclusiva.

Quando arrivo là, anche se sono stato tutto il giorno con la telecamera in mano ed è notte fonda, non riesco a lasciarla spenta.

La festa è troppo, troppo bella.


sabato 30 aprile 2011

In palio


Sto per riprendere le redini del discorso, e pubblicare finalmente un altro pò di roba fatta di recente e non.

Qui c'è la versione integrale del trailer dei micci.

a presto.


domenica 17 aprile 2011

Lontano una vita


Ormai, era un anno e mezzo fa.


scrivevo di Carla, della sua passione per quello che fa, delle difficoltà che piano piano, a modo suo, affronta.

Così, il suo terzo documentario di cui parlavo è a buon punto.

E non mi sbilancio dicendo che è finito, con Carla non si sa mai.

Però a me sembra un piccolo traguardo: nonostante l'età, il poco tempo, lo sforzo organizzativo cui si è dovuta sottoporre,
e soprattutto
nonostante un insegnante totalmente inadeguato che lei stessa ha dovuto riempire di thè, correggere a scappellotti, gratificare ogni tanto di una stretta di mano,
(e di soldi, direbbe lei: ha ragione, anche di qualche soldo, ahimè...)
...nonostante questi e altri fastidi...
Carla ha raccontato la sua storia.
Importante, lo ha fatto alla sua maniera.
Non alla mia, che l'ho vessata di critiche, nè a quella di nessun altro.
Dite quello che volete, ma secondo me questo è un bellissimo trofeo.

Il film si chiama Lontano una vita,
le ho dato una mano a montare il trailer che linko qui.
Le auguro di continuare a guardare quello che ha intorno come fa ancora oggi.









giovedì 7 aprile 2011

Di corsa


Non scrivo niente,

e per fortuna è perchè ho troppo da fare.

A parte qualche diretta streaming, un video industriale, e un'animazione da preparare col Fucecchi, sto cominciando le riprese del Palio dei Micci con Fede,

qui la seconda parte del trailer, fra un pò il trailer tutto intero.


lunedì 14 marzo 2011

Di una fuga impossibile


Sono fortunato.

Perchè in qualche modo, ho sempre potuto pensare che il posto di alcune immagini fosse solo nei film, nei cinegiornali, nei programmi televisivi che parlano di storia.

Comunque, tu sei seduto comodo e le immagini vanno.




E' così, mi rendo conto, solo perchè sono veramente fortunato.

Anche quando è successo a casa mia, a Massa, ormai più di vent'anni fa, io ero per un caso in vacanza.
E ci svegliamo la mattina con questo:




L'incubo che i miei amici, parenti, le persone che ho più vicine hanno subito, io l'ho scampato perchè sono fortunato.
Ho scampato il momento. Dalle conseguenze, però, la fuga mi rendo conto è impossibile.

L'ho capito guardando questo



L'ultima volta che ho guardato un'immagine simile a fukushima, era chernobyl.
Non molto tempo fa, dicembre.
Ero ancora seduto comodo, ma in uno studio di produzione.
Stavo finalizzando un altro programma, probabilmente sponsorizzato dal governo, un dibattito sulla possibilità del nucleare in Italia.
Dalle parti di testo che mi hanno fatto tagliare, dalle informazioni che hanno coperto, censurato e modificato ho capito di quante bugie ci stanno coprendo, quando dicono di farci risparmiare in bolletta.

Non lo so se il nucleare è una scelta obbligata. Se può fare quello che sta facendo a Fukushima, non credo lo sia.

Mi chiedo solo perchè parte delle nazioni europee ha sospeso la costruzione di nuove centrali, e perchè il governo ha tolto la trasparenza dal decreto sulla costruzione delle nostre nuove centrali.


e ora che so che non puoi sottrarti alle conseguenze di una tragedia del genere, penso a chi ha il coraggio di presentarcelo come un investimento a lungo termine.

mercoledì 9 marzo 2011

Marisol e il coraggio

Stamani arrivo in ufficio e controllo il giornale:

trovo questo


ho subito pensato alla proiezione di 'El sicario Room 164', un documentario di Gianfranco Rosi a cui ho assistito mesi fa al Nuovo Sacher.

Ho pensato a quello che raccontava l'assassino su come i narcos abbiano organizzato una macchina infallibile, radicata appieno nel tessuto sociale e culturale del Messico intero, e non solo.
Ho pensato a come, ad un certo punto del documentario, l'assassino stesso, centinaia di esecuzioni, cambia voce e sembra cedere mentre parla di quello che ha fatto e visto fare alle donne.
Lo stesso Gianfranco Rosi, in sala, ci raccontava di come quel cambio di tono abbia impressionato anche lui, durante l'intervista.

Ho pensato a questa ragazza di ventotto anni, comandante della polizia di uno dei paesi più violenti del messico.
Scomparsa il 2 di marzo.

Mi viene una preghiera.

Il documentario è impressionante, inquadratura fissa, sicuramente non diverte.
Racconta le torture peggiori a cui si sottopongono altre persone, come noi.
Racconta come accanto a noi si possa costruire un'altra realtà, perfettamente funzionante e coordinata con la nostra, che dalla nostra può sottrarci in ogni momento e scaraventarci nell'incubo peggiore; in qualcosa che un cittadino come me non vuole nemmeno immaginare.

Guardate il documentario e pensate a Stefano Cucchi, Federico Aldovrandi, alla Diaz.
Provate a chiedervi se questi casi isolati fossero solo raggi di una ruota che continua a costruirsi e procedere in quella direzione.
Pensate di ritrovarvici sotto.

Se avete paura, pensate a Marisol.

E se anche a voi viene una preghiera, non illudetevi sia solo per lei.